In Italiano: Disegno, progettazione ed organizzazione industriale (Parte 1)

ASTRATTO: Gli appunti di seguito riportati traggono origine dalle lezioni tenute dall’autore, raccolte da un volume pubblicato negli anni 90, insieme agli altri due che completavano il corso di “DISEGNO, PROGETTAZIONE ED ORGANIZZAZIONE INDUSTRIALE per ITI MECCANICI” Purtroppo il volume era datato: veniva trattato estesamente il sistema operativo MS DOS, sviluppato il programma TURBO-PASCAL ecc. Tolte le parti che non interessano più, ed effettuati alcuni ritocchi, il “tipo” di cui sopra l’autore ha deciso di aggiungere gli appunti così modificati a quelli del suo sito. La parte di elettrotecnica generale non è datata e quindi può essere utilizzata.

INTRODUZIONE

PROIEZIONI ORTOGONALI

1.1 Introduzione.

1.2 Sistemi di proiezione.

1.3 Linee, spigoli, assi di simmetria, oggetti simmetrici e altri particolari.

Viste in sezione

2.1 Normativa. Principi generali.

  • unsolo piano;
  • piu piani parallel;
  • pili piani incident.

2.2 Tipi di sezioni.

Par 2.3 Impiego dei tratteggi. Elementi che non si sezionano.

  • oggetti diversi adiacenti devono essere campiti con diverso tratteggio;
  • oggetti di spessore sottile possono essere anneriti;
  • superfici grandi possono essere campite solo lungo i bordi.
  • chiavette e linguette;
  • razze ruote e pulegge;
    alberi;
  • spine e perni;
  • elementi volventi;
  • rosette, dadi, viti;
  • nervature.

Quotatura

Par 3.1 Introduzione.

3.2 Criteri e regole.

3.3 Alcune vuotature.

Tolleranze

Par 4.1 Introduzione.

4.2 Sistema di tolleranze ISO.

  • foro: generico elemento rappresentante una parte vuota
  • albero: generico elemento che rappresenta una parte piena
  • il valore IT della tolleranza dimensionale
  • il valore dello scostamento superiore o inferiore
  • loscostamento superiore es per le posizioni da a ad h
  • loscostamento inferiore ei per le posizioni da k a zc
  • loscostamento inferiore Ei per le posizioni da A ad H
  • lo scostamento superiore Es per le posizioni da K a ZC

4.3 Accoppiamenti.

  • la dimensione reale dell’albero é sempre maggiore della dimensione reale del foro (accoppiamento con interferenza);
  • la dimensione reale del foro é sempre maggiore della dimensione reale dell’albero (accoppiamento con gioco);
  • la dimensione reale dell’albero puo essere, a seconda dei casi, maggiore o minore della dimensione reale del foro (accoppiamento incerto).
  • ladimensione nominale (comune ai due pezzi);
  • isimboli che designano, nell’ ordine, la tolleranza relativa al foro e quella relativa all’albero.
  • Nel sistema albero-base si considerano accoppiamenti per i quali lo scostamento inferiore della dimensione relativa all’albero é nullo (albero in posizione h).
  • Nel sistema foro-base si considerano accoppiamenti per i quali lo scostamento inferiore della dimensione relativa al foro é nullo (foro in posizione H).
  • con gioco per le posizioni del foro da A ad H;
  • incerto per le posizioni da J a N:
  • con interferenza per le posizioni da P a Zc.
  • con gioco per le posizioni dell’albero da a ad h;
  • incerto per le posizioni da j ad n;
  • con interferenza per le posizioni da p a zc.

4.4 Tolleranze geometriche.

  • Rettilineita;
  • planarita;
  • cilindricita;
  • circolarita.
  • parallelismo;
  • ortogonalita.
  • Localizzazione;
  • simmetria.
  • Oscillazione radiale;
  • oscillazione assiale.

Filettature ed elementi filettati

5.1 Elementi principali di una filettatura.

  • profilo base, che caratterizza la filettatura senza considerare eventuali troncature od arrotondamenti;
  • profilo nominale, che rappresenta il profilo teorico del filetto con le eventuali troncature od arrotondamenti;
  • profilo di esecuzione, che é quello effettivamente realizzato nella pratica.
  • la forma del filetto;
  • ivalori dei diametri nominali scelti per la vite e la madrevite;
  • valori dei passi in relazione ai vari diametri;
  • tolleranza di lavorazione.
  • filettature metriche ISO;
  • filettature Whitworth;
  • filettature Gas ;
  • Filettature trapezie;
  • filettature a dente di sega;
  • filettature speciali.

5.2 Filettature metriche ISO.

  • filettatura metrica unificata a passo grosso: ad ogni diametro nominale corrisponde un unico passo. La designazione si effettua con il simbolo M seguito dal diametro nominale;
  • filettatura metrica unificata a passo fine: ad ogni diametro nominale puo corrispondere piu di un passo. La designazione si effettua con il simbolo M seguito dal diametro nominale, dal segno x e dal passo;
  • filettatura metrica non unificata: si designa con, nell’ordine: il diametro nominale, il segno x, il valore del passo ed il simbolo M.
  • nel passo grosso ho minore precisione di montaggio ma maggiore resistenza;
  • nel passo fine ho minore resistenza ma maggiore precisione.

5.3 Filettature Whitworth.

  • h=0.96049p;
  • f=0.64033p;
  • 1r=0.13733p.
  • angolo di profilo diverso;
  • arrotondamento sia sul fondo che sulla cresta;
  • maggiore passo, a parita di diametro, della Whitworth rispetto al passo grosso ISO.

5.4 Organi di collegamento filettati.

  • Le viti;
  • idadi;
  • iprigionieri.
  • blocco denominazione: indica il nome dell’elemento: vite, dado, prigioniero;
  • blocco norma; indica la norma di riferimento per 1’elemento;
  • blocco caratteristiche: rporta le caratteristiche dell’elemento, tra cui: caratteristiche geometriche (lunghezza, passo, diametro nominale), categoria, classe di resistenza, qualita del materiale.
  • il valore minimo garantito di resistenza a trazione in N/mm? diviso per 100;
  • il rapporto tra il carico unitario di snervamento ed il carico unitario di resistenza a trazione moltiplicato per 10.

Collegamenti albero-mozzo

6.1 Introduzione.

  • chiavette;
  • linguette;
  • profili scanalati.

6.2 Chiavette.

  • la parola chiavetta;
  • la tabella UNI corrispondente;
  • la lettera A o B per precisare la forma;
  • le dimensioni:base x altezza x lunghezza.

6.3 Linguette.

  • la parola linguetta;
  • la tabella UNI corrispondente;
  • la lettera A o B per precisare la forma;
  • le dimension: base x altezza x lunghezza.

6.4 Profili scanalati.

  • unalbero sul quale sono stati ricavati longitudinalmente dei denti;
  • un mozzo dotato di opportune cave nelle quali vanno ad inserirsi i denti dell’albero.
  • perfetto centraggio del mozzo sull’albero;
  • scorrimento assiale del mozzo sull’albero;
  • facile smontaggio;
  • trasmissione di sforzi elevati anche con frequenti inversioni del senso di rotazione.
  • Profili cilindrici a fianchi paralleli;
  • profili cilindrici con fianchi ad evolvente.
  • Vindicazione albero o mozzo o albero/mozzo;
  • dati geometrici: numero dei denti x diametro interno x diametro esterno;
  • tipo di montaggio per la determinazione delle tolleranze: per l’albero ho S scorrevole, SC scorrevole sotto carico, F fisso; per il mozzo ho NT non trattato dopo l’esecuzione, T tratato dopo l’esecuzione.

Ruote Dentate

7.1 Il profilo dei denti.

7.2 Parametri caratteristici.

  • circonferenza esterna o di testa, concentrica con la primitiva che delimita verso l’esterno il contorno dei denti;
  • circonferenza interna o di piede, concentrica con la primitiva che delimita verso l’interno il contormo dei denti;
  • circonferenza di base;
  • angolo di pressione;
  • numero dei denti z;
  • modulo, rapporto tra il diametro primitivo e il numero dei denti.
  • addendum, distanza radiale tra la primitiva e la circonferenza di testa;
  • dedendum, distanza radiale tra la primitiva e la circonferenza di piede.
  • ruote normali, nelle quali l’addendum e il dedendum, uguale per le due ruote coniugate, hanno valori normalizzati;
  • ruote corrette, addendum e dedendum sono in generale diverse per le due ruote coniugate e comunque non hanno valori normalizzati.

7.3 Proporzionamento di una ruota normale.

  • modulo m;
  • numero dei denti z;
  • angolo di pressione a.

7.4 Tipi di ruote.

  • pn passo normale;
  • p paso precedentemente definito detto anche passo circonferenziale;
  • fangolo di inclinazione dell’elica.

7.5 Disegno e dati da riportare.

  1. Contorni e spigoli: se in vista la ruota é delimitata dalla circonferenza di testa, se in sezione sempre e comunque come se si trattasse di dentatura a denti dritti con due denti diametralmente opposti non sezionati (anche se il numero dei denti é dispari);
  2. Superficie primitiva: se rappresentata in proiezione normale all’assedella ruota si riporta una circonferenza con linea mista fine, se rappresentata in proiezione parallela all’asse si riporta una linea mista fine che ne attraversa l’intera larghezza del contorno.
  3. Superficie di piede: si rappresenta solo nelle sezioni;
  4. Dentatura. il profilo della ruota é indicato con opportuno simbolo.
  • una ruota é situata anteriormente rispetto all’ altra;
  • le due ruote sono rappresentate in sezione assiale.
  • sia direttamente sul disegno del particolare;
  • sia in un apposita tabella del disegno.

Supporti e cuscinetti

8.1 Supporti.

8.2 Cuscinetti.

  • radiali, quando il carico ¢ ortogonale all’asse dell’albero supportato;
  • assiali, quando il carico é parallelo all’asse dell’albero (cuscinetti reggispinta);
  • obliqui, quando il carico ¢ obliquo rispetto all’asse.
  • radenti (a strisciamento) (assiali o radiali), quando la superficie dell’albero e del cuscinetto sono, salvo il velo creato dal lubrificante, a contatto diretto;
  • volventi (a rotolamento) (assiali, radiali ed obliqui), quando manca il contatto diretto tra albero e cuscinetto, che avviene per interposizione di rulli o sfere rotolanti tra due piste.

8.3 cuscinetti radenti.

  • la lunghezza L della zona di contatto;
  • il diametro D del perno.
  • cuscinetti corti se L/D<1;
  • cuscinetti lunghi se L/D>1;
  • cuscinetti medi se L/D=1.

8.4 Cuscinetti volventi.

  • anello esterno, che si alloggia in apposite sedi;
  • anello interno, che si trova a contatto con il perno o con l’albero;
  • un insieme di corpi volventi (sfere o rulli) che garantiscono il rotolamento senza strisciamento dei due anelli;
  • una gabbia distanziatrice che mantiene fissa la mutua posizione tra i corpi volventi.
  • cuscinetti rigidi, nei quali gli assi dell’anello esterno e interno sono permanentemente coassiali;
  • cuscinetti orientabili, nei quali sono possibili lievi angolazioni degli assi dei due anelli al montaggio o in fase di funzionamento.

IN CONCLUSIONE

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Founder and Chief Executive Officer (CEO) of SkyDataSol

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